Racconto di un pomeriggio di mezz’estate

16 Giugno 2008 Nessun commento
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Che bell?inganno sei anima mia

25 Maggio 2008 1 commento
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Se solo, allora, ti avessi avuto tra le mie cosce…

6 Settembre 2007 Nessun commento


Quanto mi fa male oggi ricordare.
Ripensare a quei momenti. quando tu sei entrato nella mia vita. A quel pomeriggio autunnale, un aula di liceo. E poi se stato tu a cercarmi. Noi così diversi, vite opposte. Ma tu mi hai coinvolto nella tua, di vita. Mi hai chiesto tante cose, tante cose hai preteso da me. Spesso hai giocato con la mia ingenuità, mi ha i ferito tante volte. Io volevo che tu fossi dolce con me e lo eri. Ma tu avevi un lato oscuro. C’era una parte di te che rideva di me, mi sminuiva, mi trattava con sufficienza. Quando eravamo soli eri speciale, ma quando chiamavi a te i tuoi amici, mi mettevi in un angolo. Il mio orgoglio ne ha sofferto per anni, sai. Tanto da rielaborare tutto…ho maturato un senso di colpa come se fossi stata io a spezzarti il cuore. Ricordi bugiardi. Non è mai andata così. Mi hai costretto ad allontanarti da me. Non potevo accettare che tu giocassi con me. Nessuno mai ha giocato con me in questo modo. Ma quanto mi piacevi, tu, giovane dalle mille passioni, sembravi così sicuro di te, vivevi in un mondo così totalmente differente dal mio. Io ero affascinata di te. Povera ragazzina ingenua.
Ed alla fine ti ho odiato. Ti ho odiato con tutta la mia forza. Non è stato difficile, così orgogliosa come ero un tempo. mi bastava pensare alla tua risata glaciale per farmi infuocare il petto. Avrei voluto non pensarti mai più. Per anni ti ho evitato, ho evitato di pensare a te. Non so proprio cosa mi è venuto in mente quando ho voluto scriverti….abbiamo ripreso i contatti. per giorni ci siamo scritti lettere lunghissime. E pian piano il mosaico si è ricomposto. Mi è tornato in mente il motivo, il perché io nella mia vita avevo tanto a lungo evitato tutto quello che ti riguardava. Non ne avevo più voluto sapere di te…ma perché? E tutto è tornato alla luce, e anche le incomprensioni.
Mi sono lasciata trascinare in una febbrile relazione virtuale, fatte di ricordi, proiezioni, desideri nascosti o manifestati.
Avevo voglia di incontrarti di nuovo, forse per capire…perchè dopo tanti anni ancora non potevo scordarti… e poi l’h capito, quando ci siamo visti… a stento sono riuscita a non abbandonarmi alle tue braccia. Bramavo di riscattare il mio onore perduto, ma da te volevo quello che mai avevamo avuto l’uno dall’altro…
Il rimpianto di non poterti amare, mai più…. forse il desiderio di poter tornare indietro, che le cose fossero andare come avrei voluto, quando ti desideravo così tanto e volevo te e nessun altro nella mia vita. Ed ora mi mangia dentro il pensiero di come sarebbe potuta andare, ora che tu mi chiedi di nuovo, ed io no…io non posso… Con molta fatica mi sono scrollata di dosso quella che ero un tempo, piccola donna che per vendetta di un rifiuto ha cercato in mille letti, nelle braccia di così tanti uomini quel frammento del mio cuore spezzato, con cattiveria.
Ed ora che dopo anni ho finalmente in mano qualcosa di concreto, un uomo che vede in me la sua ragione di vita, un amore così passionale, una coppia tanto bella a vedersi, e maledico il giorno in cui tu sei tornato nei miei pensieri, ho paura che potrei rovinare tutto…
Avrei voluto forse lasciarmi andare tra le tue braccia, mi fa impazzire il modo che hai ancora di guardarmi, l’energia della tua mani quando mi sfiorano ma vorrebbero prendermi con forza per un atto di amore. Ma poi mi ricordo che noi non siamo fatti per stare vicini…Non posso mai più innamorarmi di te. Avrei troppo timore di rimaner ferita, da te. Non siamo compatibili, vero, arciere? Quanto cazzo è difficile toglierti dalla mia mente, così mi sembra di conoscerti da una vita.
Forse è meglio, sai che noi viviamo in città tanto lontane. Volevo dirti solo che anche se non ne conosco il motivo, ti voglio bene come se fossi mio fratello, mio amico, mio amante. Chissà, forse presto smetterai di amarmi, oppure io troverò la forza per dimenticarmi di te…
Ma certe notti mi accorgo, con il fuoco nel petto, che sogno un bacio tra noi, e le tue mani sui miei seni, e la tua lingua sulla mia figa, ed il tuo cazzo che mi prende con forza, mi sembra di sciogliermi tra le tua braccia, non posso fare altro che assecondare le tue voglie, ed il mio piacere si gonfia di carne, e ti voglio, non voglio altri che te…voglio averti, voglio riscuotere tutto quel che ci è stato negato…se solo, allora, ti avessi avuto tra le mie cosce…

Come il vento

29 Giugno 2007 Nessun commento


Caro Amore mio,
anzi, Mio carissimo Amore
Le giornate scorrono…malinconiche.
Come le foglie al vento.
Hai presente le foglie d’autunno?
Screziate di rosso.
Esatto.
E il freddo pungente.
Quello che fa pensare.
Quello che riscalda il cuore.
Il calore dei ricordi.
Il focolare della notte.
Prima di addormentarmi.
E poi tu.
Malinconia paranooica.
Nostalgia perseverante.
E tu.
Sempre tu.Tu con i tuoi occhi verdi.
Le tue carezze.
Che non sono carezze.
Miste d’amore e odio.
Desiderio e rifiuto.
Pessimismo e castigo.
Doloroso?
No, dolce e amaro.
Quanto la vita.
Non ci sono più parole.
Le parole sono fugaci come il vento.
L’irrealtà.
Il vento.
La pioggia.
La voce del silenzio. Assordante.
Il mondo solo per noi due.
Si,quello che c’è.
Quello che si vede.
Non guardare il futuro.
Non c’è futuro per noi.
Rassegnazione?
Lasciami morire.
Ricordati di me, anzi, no.
Dimenticami.
Sarò io a ricordare, per entrambi.

Arciere 22 febbraio 2003

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Il tuo culo è il mio paradiso

20 Giugno 2007 4 commenti


Quella mattina si era svegliata presto per andare da lui. Erano anni che non si vedevano. Per l?occasione aveva scelto di indossare un vestitino bianco di cotone, che le lasciava intravedere i capezzoli scuri e morbidi. I suoi capelli erano raccolti sulla nuca, per regalare allo sguardo altrui la bellezza del suo collo bianco, delle sue spalle.
Arrivò al portone di casa sua e si fece aprire.
I suo cuore batteva veloce, tanta era l?emozione di rivederlo. Pochi scalini la separavano dalle braccia di lui, che la attendeva in alto. Quando giunse al suo cospetto lui la guardò negli occhi. Lei ricambiò lo sguardo, senza dire nulla. Lo guardò profondamente, si perse ben presto nei suoi occhi scuri? lui la prese per un braccio e se la strinse al petto.
Lei chiuse gli occhi per assaporare quel momento.
Si rese ben presto conto di desiderarlo. Doveva averlo a tutti i costi? voleva darsi a lui, essere sua in tutti i modi e pensando ciò ben presto la sua fichetta cominciò a bagnarsi.
Lui la invitò ad entrare dentro casa, fu molto piacevole parlare dei vecchi tempi, del più e del meno?. Ma entrambi non erano sinceri? Ognuno dei due voleva qualcos?altro? gli abbracci si fecero più frequenti…con una scusa lui la portò sul proprio letto. Lui stava supino e lei seduta vicino a lui. Ben presto si trovarono sdraiati entrambi. I loro visi erano vicini, i loro respiri più nervosi, le loro mani si toccavano? le loro bocche si stavano per sfiorare.
Il bacio che venne fu lungo e profondo. Le loro lingue erano avide, si scambiavano piacere voluttuoso. Ben presto entrambi giunsero ad un eccitazione incontrollabile. Dal sesso di lei colava il miele del desiderio, e quando lui se ne accorse le spalancò le cosce con dolcezza e tosto infilò la sua lingua in quell?anfratto segreto. La sua lingua era forte e batteva sul clitoride gonfio, regalandole un piacere mai provato, costringendola ad urlare e ansimare come una cagna.
Ma il piacere fu interrotto quando lei lo invitò a sdraiarsi per permetterle si stare sopra, per potergli offrire la figa, perché glie la pose direttamente sulla sua bocca. In quella posizione lei aveva libero accesso la cazzo di lui che, gonfio e duro come una verga si prestava ad essere succhiato con ardore. Lei gli accarezzava i testicoli mentre la sua bocca saliva e scendeva dal suo pene, costringendolo a godere, costringendolo a restituirle il piacere sempre di più, sempre più forte?.
Quando smise di leccarla lei lo guardò con aria contrariata, ma cambiando posizione si mise in terra? a quattro zampe. Aveva capito ciò che lui voleva?. Ed ora gli offriva lo spettacolo di un culo divino, un culo bianco come marmo, dalla pelle tesa quasi fino a spaccarsi. Lui non perse tempo per affondare i suoi denti nella carne di lei che riprese a gemere. La mano di lui non era ferma?.prese presto a sculacciarla prima in modo affettuoso, con dolcezza?ma i suoi colpi subito si fecero più forti? la sua mano divenne crudele, afferrò uno scudiscio e cominciò a picchiare con quello il suo gran culo. Lei gustava ogni frustata con piacere, e lo incitava a non smettere??Non ci volle molto perché la pelle divenisse viola ma lui non smise finchè lei non gli offri il più prezioso dei suoi tesori. Bastò che lei si afferrasse le natiche per allargarle, per mostrare a lui il suo ingresso, il più segreto dei buchi?.era suo.
Dovette mordersi le labbra da dolore, quando sentì il cazzo di lui che le sfondava il culo. Lui la prese da dietro in modo quasi bestiale. Le sue mani le stringevano i seni generosi che pendevano sodi, ma presto si spostarono sui suoi fianchi per poterla spingere meglio verso di se.
Lui godeva nel prenderla. L?aveva sempre desiderata ed ora lei era sua? la sua carne, le sue voglie, lei non poteva più tirarsi indietro e lui lo sapeva? le stava dietro e le sussurrava parole, giurava che mai l?avrebbe lasciata andar via. Mentre le sue spinte si facevano più veloci lei urlava il suo nome e gli faceva promesse d?amore e lui aumentò i suoi colpi, spingendole con forza il suo seme caldo nel culo ? fu un orgasmo fortissimo che prese entrambi nello stesso momento, fu come raggiungere un estasi profonda, i fiotti di lui le si riversavano sul culo, quasi un battesimo, quasi un rito sacro a celebrare l?unione perfetta di corpo e mente?.e mentre loro si accasciavano sfiniti, con gli ultimi sussulti si guardarono?
Sapevano che non si sarebbero mai più lasciati.

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Il mio primo post

2 Maggio 2007 5 commenti


Ecco il mio primo post.
Comincia l’avventura di un blog personale, una sorta di diario anonimo aperto ai commenti.
Parlerò di me, mi confiderò e cercherò consigli e critiche da chi vorrà lasciare un commento per me.
allora,
3, 2 ,1 è cominciata.

Ciao
Arciere

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